Il neoformato "Comitato per una equa pensione" ha effettuato domenica 11 c/o la Fiera di Roma
un volantinaggio per far conoscere l'incredibile situazione dell'ENPAF che elargisce, vantandosi, una pensione
di ben 370.00 euro!
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Come potete non aver bisogno di un professionista che è legato al mondo del farmaco almeno quanto Voi e per certi aspetti ancor di più di Voi?
Volete forse fare come il Sindaco,un Medico, di un paese qui vicino che per distribuire i farmaci a casa è ricorso ad un accordo con le Poste?Quando non si vede la realtà e la si vuol plasmare a proprio piacimento si smette di usare la ragione e nemmeno il buon senso ci viene più di aiuto.Chiedo scusa se dico tutto ciò: voglio solo portarvi le mie difficoltà come a “Fratelli Maggiori”.Dopo le dichiarazioni di Federfarma, della Turco e ora dopo i fatti di Bologna con l’aggressione alla Farmacia S. Antonio ho lasciato da parte i miei disagi per implorare il vostro aiuto.
Noi farmacisti abbiamo bisogno di voi.
Vogliono negarci persino il diritto all’obiezione di coscienza.
Guardate il Papa: è l’unico che ci sta difendendo!Divisi non reggeremo , né noi e ne voi, a questo tsunami che ci sta travolgendo e siamo solo all’inizio: stanno distruggendo le nostre professioni di Operatori Sanitari.La nostra forza però è nel servire la persona che incontriamo,in farmacia, in ambulatorio, in Ospedale, negli uffici, la persona che grida il suo bisogno di salute: a questo siamo continuamente educati e preparati !E’ Cristo stesso che grida e chiede aiuto.La nostra professione, la nostra missione è il tentativo, seppur timido, di rispondere, UNITI, a questo grido. Comunque sempre con stima e fraterno affetto. Ortezzano, 10.3.2008 Dott. Franco CORII farmaci: prima con lo sconto e ora, da gennaio 2008, a prezzo libero!
Si continuerà con la contrattazione giornaliera al banco, come in piazza al mercato, e infine con il baratto?…
Ma “i farmaci non sono carrube !” diceva un mio collega, e anche con le carrube bisogna stare attenti perchè la polpa fresca è lassativa.
I farmaci anche tutti quelli senza ricetta sono, se ben usati, un bene prezioso per la salute e non una mercanzia qualsiasi come le carrube, o il pesce o un paio di sandali.
E’ gravissimo averli messi sullo stesso piano e purtroppo così ormai li considera la gente.
Immaginiamo un ipotetico viaggiatore, particolarmente sofferente, che qualche anno fa, fosse stato costretto ad acquistare un’aspirina a Milano, poi un’altra ad Ortezzano e un’altra confezione in Sardegna.
Questo viaggiatore avrebbe pagato le confezioni sempre allo stesso prezzo.
Oggi non è più così: a Milano potrebbe trovarle ad un prezzo, da me ad un altro e in Sardegna ad uno ancora diverso.
Ma non è finita: facendo il viaggio di ritorno, e purtroppo stando ancora male e quindi costretto ancora al solito acquisto potrebbe trovare nuovamente tutti prezzi diversi.
Questo ciò grazie al Codacons, Antitrust, mercato libero, libera concorrenza…
Allora chiedo: l’ipotetico viaggiatore era più tutelato prima o adesso?
Ma lo Stato con il suo bel Ministero della Salute non aveva tutti i poteri per poter controllare, dall’industria alla farmacia, i prezzi dei farmaci, che ripeto, non sono mercanzia qualsiasi, se veramente voleva venire incontro alla gente?
Saluti,
Dr. Franco CoriDiscorso del Papa al 25 congresso dei farmacisti.
Avvenire: <<Etica e farmaci: non lasciamo anestetizzare le coscienze>> visualizza il pdf
L'informazione: <<Da noi non si vende morte>> visualizza il pdf
Meeting Rimini: visualizza il pdf
Obiezione di coscienza per i farmacisti.
Una mia collega mi ha raccontato che il suo bambino di 7 anni un giorno le ha detto:“Mamma se uno va a comprare un fucile dicendo che vuole uccidere una persona, quello che lo vende non glielo dà, vero?”
“Certo che non glielo deve dare.” Gli ha risposto.
C’è bisogno di una legge per una tale decisione?
Che forse quando c’erano delle leggi che permettevano di uccidere gli ebrei era lecito farlo?
L’uomo prima ancora di obbedire alle leggi dello stato, o comunque del potere di turno, deve obbedire a una legge che un Altro ha scritto nel suo cuore.
Dall’ipocrisia e dalla falsità di certi discorsi ci salva la semplicità di un bambino!
E le ragioni ben esplicitate da alcuni colleghi di Parma (vedasi lettera).
Dott. Franco Cori
Parma, 10 ottobre 2007
E p.c. Al Presidente della Conferenza
Territoriale Sociale e sanitaria
c/o Provincia di Parma
Piazzale della Pace n.1
43100 Parma
E p.c. All’Ordine dei farmacisti
Della Provincia di Parma
Viale Barilla n.21
43100 Parma
E p.c. All’Associazione Titolari di Farmacia
Della Provincia di Parma
Stradone Martiri della libertà n.45
43100 Parma
Oggetto: Dispensazione di prodotti che agiscono contro la sopravvivenza del prodotto del concepimento.
Gent.mo Direttore,
alcuni farmcisti nostri iscritti ci hanno riferito di avere interpellato i competenti uffici del servizio Farmaceutico della AUSL di Parma manifestando la propria intenzione di non vendere prodotti che agiscono ( o hanno la possibilità di agire) contro la sopravvivenza del prodotto del concepimento e sarebbe stato loro risposto che ciò non è consentito.
Assieme ai farmacisti di cui sopra ci permettiamo di esporre alcune considerazioni:
Lo stesso Comitato, in una nota del 28.05.04, di chiara:
“ in base alle evidenze scientifiche disponibili il LEVONORGESTREL …ha la concreta possibilità di un’azione post-fertilizzativa” e afferma “ …la possibilità che il LEVONORGESTREL interferisca con lo svipullo embrionale, essendosi determinata la fecondazione”.
Così che il Comitato dichiara legittimo per il medico ( clausola di coscienza) rifiutare la prescrizione, essendo il concepito già titolare di diritto dell’esistenza alla vita, diritto tutelato e garantito dalla Costituzione Ialiana.
Inoltre l’art.54 del Codice penale dichiara non punibile chi agisce costretto dalla necessità di salvare una vita.
Gentile Direttore,
Le chiediamo ( se è d’accordo con le considerazioni da noi esposte come nel caso che non lo sia) una risposta scritta al riguardo, considerando che sono in gioco diritti costituzionali delle persone e che tale risposta scritta ci consente di tutelarli.
Grazie e cordiali saluti.
Associazione Medicina e Persona di Parma
Unione Cattolica Farmacisti Italiani di Parma
Farmacia Dr. Franco Cori
Via Osvaldo Licini,6
63020 Ortezzano (AP)
Tel. 0734-779278
e-mail:farmaciacori@tiscalinet.it
ORTEZZANO li, 5.6.2007
Spett.le Federfarma
Spett.le Ordine
Ai Colleghi e agli Amici
Oggetto: Accorato appello ai colleghi urbani.
Come definire il capitano che abbandona la nave per primo mentre sta affondando?...
Uno tsunami ha ormai travolto il mondo della farmacia: a noi sembra che non resti altro che soccombere. Abbandonati da Federfarma, dagli Ordini, incapaci di promuovere un' azione unitaria, siamo in balia di un potere di pochi che nulla hanno a che fare con la salute delle persone.
I titolari rurali sono già ormai quasi tutti andati a fondo, in mare restano solo i titolari urbani: per questo mi permetto di rivolgere un accorato appello a loro.
Non ci si illuda che essendo grandi si resterà comunque a galla , la storia insegna che anche il Titanic definito "nave praticamente inaffondabile" ha fatto una brutta fine. Forse qualcosa si può ancora salvare magari con l'aiuto del nuovo Santo Protettore, S.Giovanni,che comunque credo avrà un bel da fare.
Vi scongiuro alleggerite le vostre imbarcazioni.Fate un gesto intelligente e virile. Offrite ai nostri rappresentanti, ai politici, al Codacons, al tavolo delle trattative 3000 dei vostri clienti...
Troppi? 2000...Ancora troppi? 1000: meno no!Lasciate perdere non risolverete nulla,ciò significa che non avete a cuore né la vostra vita , né quella dei vostri colleghi e nemmeno la vostra professione.A meno che non state tramando qualcosa contro tutto e contro tutti...
Il problema della farmacia italiana è un problema tutto vostro, di distribuzione delle farmacie in città. Basta con il trincerarsi dietro la media nazionale di una farmacia ogni 3000 abitanti circa. La verità è che la media delle farmacie rurali è di una ogni 400-500-1000 persone e quella delle urbane è di una ogni 4000-5000-10000 anche 20000 persone.
Se non è vero dimostratemi il contrario!
Ci sono farmacie con 10-12 dipendenti e forse anche più; ci sono farmacie lungo la costa ove già alle 9 del mattino,d'estate, come mi hanno raccontato, si forma una fila tale che una signora ha preso il numero 63 (dico sessantatre!) ed è così fino a sera.
In quasi trentanni di professione ho visto aumentare le rurali rispetto alle urbani in un rapporto di 10 a 1 . Sbaglio?(... forse in difetto!) Eppure si è assistito a uno spopolamento dei piccoli centri a favore delle città; si fa appello alla viabilità nonostante le strade siano notevolmente migliorate tanto che con i vostri "jeepponi" riuscite a raggiungere anche la cima delle nostre belle montagne!
In questi anni di fatto ho assistito ad una vera e propria liberalizzazione delle farmacie rurali mentre le urbane sono aumentate solo tramite concorso e certe volte nemmeno con quello.
E non basta ancora. Certi Presidenti di Ordini insistono ancora nel volerle aprire in centri di 200-300 persone. A che pro? E con quali costi sociali?
Non voglio fare delle contrapposizioni tra farmacisti rurali e urbani e né aspiro a diventare un urbano anzi io preferisco stare qui in un paese di poco più di 800 persone con una farmacia discreta e che nonostante tutto fa ancora vivere me e la mia famiglia (siamo in cinque). Non sono morto di fame né io e né i miei e vi assicuro non accadrà nemmeno a voi.
Scusate ma come fate a gestire le vostre farmacie nelle condizioni che ho detto prima?A me già quando ci sono tre persone viene l'ansia!Io voglio incontrare la persona e esserle di aiuto nel suo bisogno di salute: a questo sono stato educato, per questo e per farmi studiare hanno fatto sacrifici i miei genitori, ed è questa la mia missione cioè quella del farmacista.
Forse così siete più felici?
La persona è la nostra ricchezza: e incontrandola rispondiamo al quel desiderio di felicità che ognuno si porta nel cuore.
Non è vero che a un maggior fatturato corrisponda sempre un maggior guadagno: una farmacia più piccola meglio gestita e più controllata vi farà guadagnare di più e vi darà maggiori soddisfazioni.
Ma non è questo che tutti cerchiamo?
Un quorum diverso in città, magari legato anche al fatturato, eviterà che ai nostri politici o ad altri venga in mente di appropriarsi di ciò che è nostro, di andare a trovare soluzioni assurde come quelle di ora e le farmacie saranno distribuite secondo la popolazione reale e non secondo i centri commerciali. I nuovi laureati avranno più opportunità di trovare una sistemazione e non saranno costretti ad umiliarsi nella gestione di attività che non si sa bene cosa siano. Abbiamo o no il dovere di aiutare i giovani colleghi: io devo molto e ancora ringrazio la Dr.ssa, urbana, che mi ha introdotto professionalmente nel mondo della farmacia quasi 30 anni fa.
Potremo insieme dedicare più tempo all'Enpaf, o a pensioni alternative; a trovare una soluzione per i nostri bei "gratuiti" turni.
Più siamo e con comuni interessi e più svolgeremo al meglio la nostra professione e più possiamo difenderla da attacchi esterni. Riprendiamola in mano e utilizziamo tutti gli strumenti che la realtà di oggi ci mette a disposizione per migliorare o favorire e mantenere la salute della persona: farmaci, sanitari, cosmesi, analisi di prima istanza,prenotazioni analisi, corsi di aggiornamento perchè no anche per la clientela, nelle scuole, nelle fabbriche. Richiediamo la presenza del farmacista anche negli ospedali, in corsia ove insieme all'infermiere potrebbe essere di grande aiuto al medico. Perché per la salute non utilizziamo anche la musica, le letture, gli incontri, gli spettacoli; perché non utilizziamo anche giornali, radio, tv, internet o altro in un modo propositivo? Perché non facciamo campagne pubblicitarie, incontri pubblici a favore dei nostri clienti?
E' una cultura di bene che dobbiamo favorire, che la nostra professione deve promuovere. E' l'uomo nella sua interezza, corpo, psiche e anima, che siamo chiamati a servire.
Questa è la nostra missione.
E' solo questo che ci unisce.
Bisogna però decidersi prima che sia troppo tardi.
Qui, in un comune limitrofo, i farmaci, da un anno, li stà consegnado a domicilio il postino!!!
Ed è un sindaco Medico che ha fatto l'accordo con le Poste!
A buon intenditor...
Seriamente preoccupato ma con stima e affetto,